Gli errori da evitare quando traduci per vendere

Molte agenzie e traduttori sbandierano ai quattro venti la capacità di tradurre testi di marketing in modo tale che possano vendere nel nuovo mercato di riferimento…

Eppure non è così raro vedere errori grossolani e imbarazzanti derivanti da un utilizzo sbagliato o parziale della Transcreazione, ovvero dell’unico metodo di traduzione in grado di tradurre campagne pubblicitarie e slogan per vendere davvero.

In questo articolo ad esempio, abbiamo visto che i benefici offerti da una buona Trascrizione possono veramente essere vasti. 

Perché chi non vorrebbe prendere il proprio messaggio, il messaggio della propria azienda che magari attualmente ha un impatto solo per un ristretto gruppo di persone… 

E portarlo fuori, in nuovi e più ampi mercati pieni di nuovi clienti pronti a comprare?

C’è però un rovescio della medaglia rispetto a tutti questi lati positivi… 

Infatti se un’ottima Transcreazione può portarti a fare breccia velocemente in nuovi mercati aumentando fin da subito i tuoi profitti… 

Una Transcreazione scadente può avere un effetto negativo di ben più lunga portata e durata rispetto ad una svolta a regola d’arte.

Ecco perché è fondamentale assicurarsi una squadra di professionisti che non solo abbia esperienza nelle traduzioni… 

Non solo che capiscano il vostro messaggio, ma che sia in grado di traslarlo e transcrearlo nella lingua e nella cultura di arrivo dei mercati in altre lingue a cui intendi rivolgerti. 

Infatti ricorda, è sufficiente una sola cattiva esperienza perché il cliente non si faccia più vedere.

Ora però, vediamo insieme nel dettaglio quali sono gli errori da evitare quando traduci per vendere insieme ad un paio di esempi che sono piuttosto rilevanti in merito…

Cadere nella traduzione letterale

La traduzione letterale è il grande nemico delle tue vendite in nuovi mercati.

Questo perché seguendo una semplice traduzione parola per parola, il rischio di incorrere in errori in grado di storpiare, se non capovolgere, il significato del tuo testo o del tuo messaggio di marketing, è dietro l’angolo…

Proprio come è successo alla Electrolux, nota marca di elettrodomestici scandinava di aspirapolveri.

Quando negli anni 70’ la Electrolux si espanse nei paesi di lingua inglese traducendo letteralmente il suo slogan, probabilmente non aveva minimamente considerato la possibilità di fare una figuraccia colossale.

In particolare, lo slogan tradotto in inglese recitava  “Nothing sucks like Electrolux”.

Esempio di errore di transcreazione ad opera della marca di elettrodomestici scandinava di aspirapolveri Electrolux

Slogan che si era rivelato efficace riscuotendo un certo successo nel Regno Unito, dove effettivamente veniva interpretato in maniera letterale ovvero “Nulla aspira come Electrolux”…

Ma non si può dire lo stesso negli Stati Uniti, dove nel frattempo la parola “sucks” in un linguaggio più colloquiale aveva acquisito una connotazione negativa assumendo il significato di “non funzionante”…

Cosicché lo slogan, alle orecchie di un parlante americano, suonava come “Niente è peggio di un Electrolux”.

Non male come slogan, soprattutto se la tua intenzione è allontanare il tuo potenziale cliente per portarlo direttamente tra le braccia della concorrenza…

Perché questo è effettivamente ciò che può accadere quando si cade nella traduzione letterale senza accertarsi con le dovute ricerche delle varie sfumature di significato che le parole assumono in determinate lingue, contesti e addirittura paesi, come in questo caso…

Di certo tutto questo non sarebbe accaduto e la campagna pubblicitaria avrebbe riscosso successo (e vendite!) se fosse stato utilizzato correttamente il metodo della Transcreazione. 

Ma passiamo ora al secondo errore…

Non prendere in considerazione le differenze culturali

Il secondo esempio di Transcreazione applicata impropriamente riguarda l’errore di NON prendere in considerazione le differenze culturali che ci sono tra il paese a cui attualmente ti rivolgi e quello in cui vuoi espanderti.

Un esempio?

Quando Puma, famosissima marca di scarpe e abbigliamento sportivo, nel 2011 ha voluto omaggiare gli Emirati Arabi Uniti per il quarantesimo anniversario nazionale…

Scarpe Puma ideate in occasione del quarantesimo anniversario nazionale degli Emirati Arabi

Ha pensato bene di farlo creando un modello di scarpe a tiratura limitata per l’occasione utilizzando i colori della bandiera emiratina.

Ora, in molte regioni del globo come gli Stati Uniti, Gran Bretagna, ecc, è normale utilizzare l’abbigliamento, in particolar modo le scarpe, per esprimere una preferenza personale, un senso di appartenenza o il supporto di una causa piuttosto che di squadra sportiva…

Negli Emirati Arabi invece la cosa non è stata proprio apprezzata, anzi…

Si ebbe la percezione che si stesse andando a banalizzare e ridicolizzare la bandiera nazionale. 

Questo perché, nella cultura araba, le scarpe vengono viste come qualcosa di sporco perché a contatto con il suolo e con i piedi.

Come puoi immaginare, la linea è stata prontamente ritirata. Però, va da sé, che il marchio ne ha duramente risentito a livello economico.

Ecco perché è davvero importante affidarsi ad un’agenzia di traduzioni che abbia all’interno un pool di professionisti non solo con anni di esperienza sul campo…

Ma soprattutto con esperienza nell’utilizzo corretto dell’arte del tradurre per vendere, per assicurarti che le tue campagne pubblicitarie in nuovi mercati possano aumentare i tuoi profitti (e non il contrario!)

Perciò, se vuoi essere sicuro di affidare la traduzione dei tuoi materiali di marketing agli unici professionisti esperti nel tradurre per vendere grazie al metodo della Transcreazione, allora contattaci cliccando qui e svilupperemo gratuitamente per te un progetto specifico sulla base delle tue esigenze.

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